da Davide Renna | Ott 19, 2023 | Crescita Personale
L’avversione alla perdita è la tipologia di paura che incide maggiormente nelle decisioni quotidiane di uno Sport Trader.
Questa paura è conosciuta già da molto tempo, teorizzata nel 1979 dal premio Nobel Daniel Kahneman e da Amos Tversky, professore di psicologia a Stanford. In un articolo intitolato “Prospect Theory: An Analysis of Decision under Risk” (“Teoria del Prospetto: un’analisi della decisione in presenza di rischio”), viene spiegato che l’impatto di una perdita ha un peso emotivo sul giocatore molto più alto rispetto all’emozione per una vincita.
D’altronde questo tipo di sensazione è anche abbastanza comune anche per chi per lavoro prende una molteplice quantità di decisioni: un errore o una decisione sbagliata pesa molto di più di una corretta.
Viviamo in una società che porta ad aver paura di sbagliare e a condannare l’errore, provocando un eccesso di frustrazione, senso di colpa e vergogna in chi commette uno sbaglio. Sbagliare molto più spesso viene percepito come “fallire” ed è per questo che l’errore viene spesso condannato, in primo luogo da chi lo commette.
Fortunatamente il mio percorso di apprendimento ha avuto come punto di riferimento, in tema di mindset e crescita, la mentalità americana più di che quella europea, riscontrando una differenza enorme di metodologia e cultura nell’approccio agli errori: oltreoceano infatti si apprende per “prove ed errori” e l’errore non solo non è discriminato ma è considerato necessario per l’apprendimento e per raggiungere l’obiettivo.
Nel mio percorso verso il professionismo ho dovuto fare i conti con questo prezioso insegnamento e ho costruito un rapporto tutto nuovo con gli errori e con le inevitabili perdite che ne conseguono.
Sbagliando si impara
La saggezza popolare insegna, ma non è sempre facile adeguarsi.
Dopo diversi anni di professionismo specificherei che è solo quando finisci di avere paura di perdere che inizi davvero a vincere.
In che modo ho affrontato l’avversione alla perdita?
Come consiglia Igor Sibaldi: diventando più grande della paura attraverso la conoscenza.
Per prima cosa ho cominciato a distinguere due tipologie di errori:
- quelli determinati da me (valutazione sbagliata / errore tecnico)
- quelli non attribuibili direttamente a me (quindi legato al concetto di varianza)
Per affrontare quelli relativi alla prima categoria, ossia imputabili a una mia errata valutazione o a un movimento tecnico sbagliato, ho lavorato su 3 differenti aspetti: approccio razionale, psicologico e pratico.
Approccio razionale: l’analisi degli Errori
Ho iniziato nel 2011 a raccogliere ogni mio singolo movimento all’interno di un database, integrandolo nell’ultimo anno con descrizioni qualitative e quantitative. In questo modo posso individuare gli errori tecnici più comuni, raccoglierli in categorie, identificarne i pattern e trovare strategie mirate per limitarli.
L’errore tecnico in valore percentuale su 100 movimenti è diminuito significativamente, quindi, attraverso un lavoro razionale volto a codificarlo.
Ad esempio ho scoperto che una specifica categoria di errore ripetitivo era dovuta a movimenti eseguiti a livello temporale a poca distanza dall’inizio dell’evento.
Sono riuscito a ridurre in modo considerevole questa categoria di errori (che chiamo “errore Last Minute”) attraverso la programmazione di una routine mattutina che mi portasse a scegliere i movimenti quotidiani in una porzione di giornata molto distante dall’inizio dell’evento (solitamente serale). In questo modo lascio il tempo al mio intuito e alla mia mente di ponderare le scelte con tempistiche più adeguate.
Approccio psicologico: il mio giudice Interiore
Ho cercato di indebolire il potere del mio severo giudice interiore. Sono infatti sempre stato diviso tra la razionalità e la naturale tendenza ad essere giudice inflessibile di me stesso.
Razionalmente so che sbagliare fa parte del processo (e d’altronde se un win rate del 70% mi porta al successo significa che su 10 movimenti 3 sono comunque sbagliati), l’ho capito, ma allo stesso tempo voglio essere perfetto e infallibile.
Nel mio caso la colpa del mio atteggiamento è sua, del mio giudice interiore.
Di quella vocina dentro di me che scruta, analizza, valuta, decide l’obiettivo e impone di raggiungerlo.
A volte è stimolante perché permette di alzare l’asticella, ma quando la alza troppo diventa controproducente. È questione di equilibrio.
Sono sempre stato abituato a voler vincere: ad essere il primo della classe, nello sport o in qualunque competizione, anche ludica, con gli amici.
Ma ho capito, con il tempo, che nessuno ci impone di essere perfetti, se non qualcosa dentro noi stessi con cui dobbiamo fare i conti.
Nessuno è perfetto, io non lo sono e non lo voglio essere.
Sbaglio, a volte anche tanto, ma ho una grande qualità: quando sbaglio imparo.
Quando ho dialogato in modo così chiaro e deciso al mio giudice interiore è immediatamente cambiato il mio rapporto con lui, con la perdita, e giocoforza anche le mie prestazioni sono migliorate.
Avere la consapevolezza di poter non essere perfetto rende sereni, e la serenità accende facoltà intuitive che sotto pressione si spengono.
Approccio pratico: No Play
Ho creato una semplice regola che mi ricorda semplicemente di non sottovalutare nessun movimento, anche se poco consistente dal punto di vista economico.
Fino a qualche tempo fa ogni tanto mi concedevo qualche piccolo movimento che chiamavo “defaticante”. In pratica nei periodi lunghi carichi di tensione o particolarmente densi di attività mi piaceva “buttare” qualche movimento con valore economico simbolico a scopo ludico.
Praticamente ogni tanto giocavo. Poco ma giocavo.
Economicamente nulla di male, i movimenti erano davvero di poco conto rispetto alle mie politiche di money management, ma qualcosa a livello psicologico non funzionava.
La parte destra del nostro cervello, quella che vive le emozioni, non è razionale e non distingue tra movimenti economicamente poco rilevanti e movimenti cospicui.
Perdere è perdere e sbagliare è sbagliare.
Quando ho capito questa semplice dinamica ho deciso di preservare l’equilibrio psicologico legato ai movimenti professionali semplicemente “defaticandomi” all’esterno del lavoro, con una passeggiata, una nuotata o qualsiasi altra attività non connessa allo Sport Trading.
In conclusione, per operare al meglio come Sport Trader, accettare e gestire la possibilità di errore è importantissimo. Ne beneficiano i percorsi decisionali e l’approccio alla professione.
E, una volta appreso come fare, si può traslare questa capacità anche nella vita privata. Un beneficio non da poco.
Davide Renna è un imprenditore ed esperto di trading sportivo, dedicato a promuovere la crescita finanziaria e l’innovazione.
da Davide Renna | Ott 5, 2023 | Sport Trading
Essere uno Sport Trader a volte è stato faticoso per me.
I rischi, le pressioni, la solitudine, gli errori, il processo di apprendimento … tutto stimolante ma allo stesso tempo impegnativo.
Tuttavia è un lavoro che ho scelto di fare con piena consapevolezza, e attraverso il quale ho raggiunto obiettivi importanti, come la libertà personale e il benessere finanziario.
Inoltre lo Sport Trading è anche una attività che mi connette quotidianamente ad una grande passione, il vero motore di questo mio lungo percorso.
Le origini del mio essere sport trader
Tutto è iniziato quando avevo 5 anni. In modo semplice, vicino a casa.
Era un tardo pomeriggio di settembre, era già buio. Ricordo una lunga corsa, il pallone attaccato al piede, un campo di calcio che non finiva mai, un tiro in porta e, piano piano, il goal.
Probabilmente è stata quella la prima volta in cui ho provato l’emozione di vedere un pallone entrare in rete.
L’emozione di segnare un goal è difficile da spiegare a chi non l’ha mai provata. Un momento denso di sensazioni a livello personale, il raggiungimento di un obiettivo per il gruppo.
In quel momento tutti festeggiano: chi segna, i compagni, i tifosi. Un momento stupendo che ho vissuto ancora negli anni a seguire, nel mio percorso sportivo dilettantistico da bambino e poi da adolescente, rigorosamente con il numero 9.
Ed è un’emozione che, nel senso stretto di quel tipo di esperienza, mi manca moltissimo, da più di 20 anni.
Lo Sport Trading come campo di allenamento quotidiano
Chissà, forse anche per sopperire, e in qualche modo rispondere, a quel tipo di mancanza, ho iniziato questo percorso professionale.
Perché alla fine, ci sono tanti modi per “gonfiare” una rete. Anche senza scendere in campo.
La mia professione di Sport Trader nasce da una profonda passione e dall’inguaribile voglia di raggiungere dei risultati, per me stesso e per gli altri.
Ed è incredibile osservare come, anche nel mio lungo percorso di sperimentazione finalizzato alla ricerca di una strategia vincente, io abbia inserito, inizialmente a livello inconscio, un collegamento diretto con la mia passione iniziale.
Passione e libertà
Passione e totale libertà, sia essa geografica, finanziaria o etica, sono i presupposti principali che, nel tempo, hanno reso lo Sport Trading il mio principale lavoro.
Il settore dello Sport Trading, dal punto di vista economico e finanziario, è un ambito enorme, estremamente liquido e in notevole crescita.
E da sempre, da quando ho iniziato questa avventura, lo Sport Trading rappresenta la fonte di finanziamento delle mie aziende.
Credo fermamente che per avere successo nel Trading, come in qualsiasi altro lavoro, sia importante avere scopi e finalità. Nel mio caso la passione e la ricerca di un ritorno finanziario spendibile anche per il sostegno delle mie aziende.
Ma non basta. Almeno non per me.
Mi occorreva, e occorre ancora, una finalità più grande come motivazione essenziale per continuare a migliorare me stesso, la mia preparazione e le mie performance.
E lo Sport Trading è diventato quindi una sorta di campo di allenamento per la mia crescita professionale. Un campo concreto in cui investire tempo, energia e denaro per segnare importanti ‘goal’.
Ecco allora che il percorso per diventare uno Sport Trader professionista mi ha portato a migliorare notevolmente. Da quale punto di vista?
Prima di tutto per quanto riguarda il Mindset e la capacità di affrontare e gestire processi decisionali delicati.
Poi per la preparazione psicofisica, da coltivare giorno dopo giorno, anno dopo anno.
E infine per la capacità di mettere a disposizione di tutti gli altri ambiti personali e professionali i miglioramenti conseguiti e i traguardi raggiunti.
Sport Trading: molto più che una professione
In conclusione, posso dire che per me, lo Sport Trading è molto più di una professione.
È la realizzazione di una passione profonda, è la sfida quotidiana di migliorare se stessi, è l’emozione di segnare il mio ‘goal’ nel mercato del business.
Questo percorso non solo mi ha regalato la libertà personale e finanziaria, ma ha rappresentato e rappresenta tuttora il campo di allenamento che plasma il mio mindset, la mia preparazione psicofisica e il modo in cui affronto ogni decisione.
Lo Sport Trading, per me, è il connubio perfetto tra passione e libertà, e continua a essere il motore della mia crescita personale e professionale, un’esperienza che ho scelto con consapevolezza e che mi ha portato a raggiungere obiettivi importanti nel mondo del trading e nel business.
Davide Renna è un imprenditore ed esperto di trading sportivo, dedicato a promuovere la crescita finanziaria e l’innovazione.
da Davide Renna | Set 21, 2023 | Mindset
Il percorso che porta al professionismo è lungo, impegnativo e ricco di ostacoli.
Uno degli ostacoli maggiori, ma sorprendentemente poco considerato, è l’equilibrio psicologico e mentale del Trader. L’equilibrio si acquisisce con il tempo e con l’esperienza, e prevede un percorso di crescita individuale che sarebbe meglio non affrontare da soli.
Occorrono dei punti di riferimento da prendere a modello e supporto, in particolare nelle prime fasi di avvio dell’attività, ma anche nel successivo periodo di consolidamento.
Quando ho iniziato io, non esistevano modelli chiari a cui riferirsi in ambito Sport Trading e di conseguenza raggiungere un adeguato standard di crescita professionale non era semplice.
Non era semplice nella misura in cui si doveva pensare a tutto da soli, sia al percorso professionale sia alla crescita interiore. E qualcosa si perdeva inevitabilmente. In genere si perdeva dal punto di vista dell’arricchimento psicologico, con la conseguenza che poi il carico di stress andava comunque a intervenire sul raggiungimento dei risultati.
Ad oggi la situazione è migliorata solo in parte e la finalità di questo blog è proprio colmare il gap di cui ho sofferto in prima persona. L’assenza assoluta di modelli di riferimento confinava il mio progetto nell’ambito ristretto del folle sogno di un ragazzino. Senza possibilità di “difendermi” vedendo i risultati, e soprattutto i percorsi, di altri prima di me.
Purtroppo in Italia siamo ancora all’età della pietra, in un contesto sociale dove la maggioranza delle persone considera ancora il supporto psicologico un tabù (però poi si fidano dei medici di base).
Negli ultimi anni tuttavia le possibilità di trovare Life Coach / Mental Coach preparati sono aumentate in modo esponenziale, anche grazie all’aumento dei trattati sulla materia proveniente dagli Stati Uniti.
La mia esperienza
Personalmente ho iniziato nel 2018, quando stavo cercando un supporto legato alle mie attività imprenditoriali in materia di Public Speaking.
In quell’occasione, grazie a una ricerca on line, ho trovato due ragazze molto preparate (www.changel.it) che sono diventate poi un punto di riferimento utile per supportare la mia crescita personale.
Ad esempio, per la mia attività di Sport Trader è stato molto importante impostare delle routine finalizzate ad aumentare il mio livello di concentrazione; oppure il lavoro specifico finalizzato alla gestione delle emozioni e del carico di stress.
Da allora il loro supporto per me è fondamentale e lo utilizzo regolarmente a cadenza periodica. Nel corso dell’anno si individuano le tematiche più sentite e si imposta un percorso di lavoro finalizzato alla ricerca dell’equilibrio interiore, che è importantissimo per ogni tipo di lavoro.
Anche in questo progetto comunicativo legato allo Sport Trading c’è indirettamente il loro contributo (e ne sono riconoscente) grazie al lavoro specifico portato avanti nell’ultimo anno, un lavoro che mi ha dato convinzione e coraggio nell’andare oltre i potenziali giudizi esterni e dare voce a questo progetto.
Le opportunità per i Trader di oggi
Al momento, grazie all’importante sviluppo digitale degli ultimi anni è possibile trovare questo tipo di supporto sul territorio nazionale e anche mondiale se si padroneggia bene l’inglese. A tal proposito, va sottolineato che il mercato USA è sempre all’avanguardia su queste tematiche.
Da non molto, a seguito delle lettura di un libro incredibile, (Il Buddha e Lo Sfrontato di Vishen Lakhiani) ho conosciuto la piattaforma Mindvalley (www.mindvalley.com) di cui Vishen Lakhiani è il Founder.
Questa piattaforma rappresenta un irrinunciabile supporto formativo nel campo del benessere psicofisico in qualunque tipologia di contesto.
Come detto, le soluzioni sono molteplici e le scelte di un supporto piuttosto che di un altro sono sicuramente legate alle inclinazioni individuali.
L’importante, a mio avviso, è non avere la percezione di affrontare questo percorso da soli. Da soli è più complicato e faticoso.
Sarebbe utile che un giorno anche il mondo dello Sport Trading potesse avere le proprie Community e i propri Specialisti.
In questo modo si potrebbe offrire supporto a quei pazzi (ma innamorati) che vogliono cimentarsi in questo tipo di attività a livello professionistico.
Davide Renna è un imprenditore ed esperto di trading sportivo, dedicato a promuovere la crescita finanziaria e l’innovazione.
da Davide Renna | Ago 17, 2023 | Sport Trading
Crescita e Libertà sono in assoluto in valori principali che orientano la mia vita personale e professionale.
Oggi, con 23 anni di Sport Trading all’attivo, 9 dei quali di professionismo, posso affermare senza alcun dubbio che per me questo ambito è stato il più grande strumento di crescita personale e di raggiungimento della libertà individuale.
Tuttavia per molto tempo essere uno Sport Trader è stato abbastanza complicato.
Senza dubbio è normale che un processo di apprendimento fatto di prove, errori, sfide e pressioni sia impegnativo.
Ma a questo si è aggiunta a lungo la naturale insicurezza nel percorrere una strada poco battuta. Nessun caso di successo da cui imparare. Nessuna comprensione dal mondo esterno. Senso comune di traverso.
Probabilmente a causa di questa combinazione di fattori nella prima fase del mio percorso professionale ho sempre privilegiato la carriera imprenditoriale. E ho lasciato da parte il mio percorso come Sport Trader, nonostante i numeri a favore.
Solo alla soglia dei miei 40 anni, un traguardo particolarmente delicato dal punto di vista psicologico (aggravato dal fatto di averli compiuti in lockdown), ho capito che fosse arrivato il momento. Il momento di credere completamente nel percorso che mi ero costruito e mi aveva già offerto tante soddisfazioni.
Il momento di cambiare posto al mio impegno imprenditoriale, cambiandone forma e proporzioni. A discapito del giudizio altrui.
I motivi per cui ho scelto lo Sport Trading
Sono sostanzialmente 4 le motivazioni per cui ho scelto di dedicarmi allo Sport Trading e soprattutto ad iniziarlo a considerare a tutti gli effetti il mio primo lavoro.
In ordine, la passione per lo sport e per gli investimenti, l’aspirazione alla crescita, il desiderio di libertà, il gusto della sfida.
La passione per lo sport e per gli investimenti
Lo Sport Trading unisce due mie grandi passioni: quella per il Calcio e quella per gli Investimenti.
La passione per il Calcio, come per molti, affonda le radici nella mia infanzia. Anni in cui il pallone è stato il mio inseparabile migliore amico. Anni in cui il calcio è diventato uno sport praticato a buon livello. Anni in cui fare goal era per me l’unico obiettivo.
La passione per gli Investimenti nasce in età decisamente più matura. Simboleggia l’abilità e il piacere di “vedere in anticipo”. L’attrazione per il rischio calcolato. La soddisfazione per la crescita del capitale e dell’esperienza.
Lo Sport Trading mi offre quotidianamente tutto questo.
La crescita personale
Ho sempre aspirato alla crescita personale e all’acquisizione di nuove competenze.
Nel tempo ho scoperto che questa professione, per le sue caratteristiche intrinseche, richiede una preparazione globale e un miglioramento continuo di me stesso. Il che si ripercuote anche in tutti gli altri ambiti della mia vita e della mia esperienza, quotidianamente.
Come nello Sport, anche nel Trading, non puoi essere un professionista ad alti livelli se non curi aspetti fondamentali come l’alimentazione, l’esercizio fisico e l’organizzazione delle tue routine quotidiane.
E ancora, per essere competitivo ogni giorno devi sapere gestire il tuo budget dal punto di vista economico (money management) .
E non solo, perché devi crescere in modo esponenziale anche sotto l’aspetto mentale. In particolare, imparare a gestire emozioni, vittorie, sconfitte e migliorare i processi decisionali.
La verità è che essere diventato un professionista nello Sport Trading mi ha reso non solo un Imprenditore ma anche un uomo migliore.
Sarebbe stato difficile trovare un altro ambito altrimenti sfidante e allenante.
La libertà
Lo Sport Trading mi ha aiutato a raggiungere la libertà, forse in assoluto il mio obiettivo preferito.
A partire dalla Libertà Finanziaria, grazie alle dimensioni enormi del mercato, all’ingente liquidità circolante e ad una strategia adeguata. In questo modo ho potuto ottenere risultati altrimenti irraggiungibili con ordinarie attività imprenditoriali. Sempre proporzionalmente ad un fattore rischio correlato sopra alla media.
Lo Sport Trading mi ha permesso inoltre di raggiungere la più totale Libertà Geografica. Mi ha permesso infatti di spostarmi tra città stimolanti come Londra, New York o Barcellona. E di scoprire quanto l’ambiente che mi circonda eserciti un’influenza sulle mie performance.
Tuttavia la libertà più importante che questa magnifica attività mi ha donato è la Libertà di Tempo. Una libertà che sono riuscito a costruire anche grazie ad una strategia ad hoc rispettosa di questo valore, al pari del profitto economico.
Ad oggi il Trading non mi tiene molto occupato. Un paio di ore al giorno durante la settimana e tutti i pomeriggi e le prime serate del weekend, quando la concentrazione di eventi è maggiore.
Il resto del tempo lo posso investire nella cura di me stesso, nella mia crescita personale e nel tempo libero, con notevole beneficio per il mio benessere e per i miei risultati professionali.
La Sfida
Ho sempre avuto problemi di motivazione, causati dalla mia tendenza ad annoiarmi quando un’attività diventa abitudinaria.
Lo Sport Trading è stato per diverso tempo una scoperta e una grande sfida contro “quello che dicono non si possa fare”. E ad oggi ha ancora la capacità di rinnovare sfide quotidiane relative al miglioramento della propria performance.
In più, l’aggiornamento continuo richiesto dall’evoluzione dei mercati e degli strumenti mantiene sempre alta la soglia della mia attenzione. La sfida è sempre attiva nello Sport Trading e rappresenta parte del suo fascino.
Il Trading Sportivo, molto di più di una professione
La vita è fatta di scelte, di percorsi e di sogni. Lo Sport Trading, per me, rappresenta molto più di una semplice professione: è un viaggio in corso, un’avventura che mi permette quotidianamente di svelare parti di me stesso. È l’opportunità di mettermi alla prova ogni giorno, di crescere, di vivere la mia visione di libertà e, soprattutto, di dimostrare che con passione, determinazione e dedizione, è possibile sfidare le barriere tradizionali e le percezioni del mondo circostante.
A tutti coloro che si avvicinano a questo mondo o a qualsiasi altro percorso non convenzionale, dico: seguite il vostro cuore, credete nelle vostre capacità e non abbiate paura di sfidare lo status quo. La strada potrebbe presentare ostacoli, ma le soddisfazioni e le scoperte che offre sono immense.
Ogni giorno nel mondo dello Sport Trading rappresenta un nuovo capitolo di questa avventura, e sono entusiasta di ciò che il futuro mi riserva. Ricordate sempre: come in ogni sfida, la vera vittoria sta nel percorso, non nella destinazione.
Davide Renna è un imprenditore ed esperto di trading sportivo, dedicato a promuovere la crescita finanziaria e l’innovazione.
da Davide Renna | Ago 10, 2023 | Crescita Personale
L’insonnia è un nemico insidioso per chiunque, ma per uno sport trader può rivelarsi particolarmente dannoso.
La mente e il corpo hanno bisogno di un sonno rigenerante per affrontare le sfide quotidiane, e ancor di più quando si è impegnati nell’ambito del trading sportivo. Ho deciso di condividere la mia esperienza personale su come ho sconfitto l’insonnia in soli trenta giorni, migliorando non solo il mio benessere psicofisico ma anche il mio rendimento nello sport trading.
L’Importanza di un Sonno Regolare per lo Sport Trader
Il mondo dello sport trading è un ambiente dinamico e ad alta pressione, in cui prendere decisioni rapide e ponderate è fondamentale. Tuttavia, la mancanza di sonno può compromettere gravemente le capacità cognitive e decisionali.
Ricerche dimostrano che un sonno di scarsa qualità o insufficiente può portare a errori, indecisioni e ridotta concentrazione. Ecco perché ho deciso di affrontare l’insonnia e migliorare la mia salute mentale e fisica.
Il Mio Percorso per Sconfiggere l’Insonnia
1. Sveglia Sempre Alla Stessa Ora
L’orologio biologico ha bisogno di regolarità per funzionare al meglio. Ho iniziato a impostare una sveglia sempre alla stessa ora, stabilizzando il mio ritmo circadiano. Questo ha reso più facile addormentarmi alla sera e alzarmi al mattino.
2. Pisolini Sì, Ma con Limiti
Ho imparato che i power nap possono essere benefici, ma solo se brevi. Ho limitato i miei “pisolini” a massimo 30 minuti, utilizzando una sveglia per evitare di entrare nella fase REM e disturbare il mio sonno notturno.
3. Blocco delle Luci Blu
Le luci blu degli schermi e delle lampade possono influenzare i livelli di melatonina, l’ormone che regola il sonno. Ho adottato gli occhiali blue blocker dopo cena per proteggere il mio ritmo circadiano e favorire un sonno naturale.
4. Stop all’Alcol e Cena Leggera
L’alcol può alterare il sonno, quindi ho smesso di consumarlo dopo le 20. Inoltre, ho spostato la cena alle 19, optando per pasti leggeri e nutrienti. Questo ha migliorato la mia digestione e reso il sonno più confortevole.
5. Integrazione di Magnesio
Il magnesio è un minerale che può favorire il rilassamento muscolare e la tranquillità mentale. Ho iniziato a prendere integratori di magnesio prima di andare a letto, contribuendo a migliorare la qualità del mio sonno.
6. Stretching Serale
Ho aggiunto uno stretching serale alla mia routine prima di andare a letto. Questo aiuta a rilassare i muscoli e a liberare la tensione accumulata durante la giornata, favorendo un sonno più profondo.
7. Creare un Ambiente Ottimale per il Sonno
Ho regolato la temperatura della mia stanza e ho scoperto che una temperatura più bassa favorisce il sonno profondo. Inoltre, ho assicurato di dormire sempre ben coperto per evitare bruschi cali di temperatura corporea durante la notte.
8. Abbraccio del Sonno Appena Arriva
Quando arriva il sonno, non aspetto. Mi sono abituato ad andare a letto subito dopo aver avvertito i primi segni di stanchezza. Questo ha migliorato la mia efficienza nel dormire e ha reso i risvegli più freschi.
9. Journaling Prima di Andare a Letto
Il journaling, ovvero annotare i pensieri e le preoccupazioni prima di andare a letto, mi ha aiutato a liberare la mente da pensieri inutili. Questa pratica ha reso più rilassante il mio rituale pre-sleep e ha contribuito a migliorare il mio sonno.
Monitoraggio con l’Oura Ring
Per capire l’efficacia dei miei cambiamenti, ho utilizzato l’Oura Ring, un dispositivo che monitora la qualità del sonno e che già utilizzo da oltre un anno.
Questo strumento mi ha permesso di valutare, nel caso specifico dell’insonnia, ciò che funzionava e cosa poteva essere ulteriormente ottimizzato a livello comportamentale
Devo dire che i risultati sono stati straordinari. Oltre a sconfiggere l’insonnia, la mente è diventata più nitida, la capacità decisionale più accurata e il mio rendimento nello sport trading è cresciuto notevolmente.
Sconfiggere l’insonnia è stato un passo cruciale verso il raggiungimento del successo e del benessere nella mia vita da sport trader.
Davide Renna è un imprenditore ed esperto di trading sportivo, dedicato a promuovere la crescita finanziaria e l’innovazione.